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SALDO 2015 - PAGAMENTO TRAMITE F24 - lunedì 28 novembre 2016

Si ricorda la possibilità di versare il saldo contributivo 2015 attraverso il modello F24 Accise, utilizzando il codice tributo E016 nella sezione "Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a debito versati". È, inoltre, necessario indicare: - nel campo "ente", la lettera "E" - nel campo "provincia", nessun valore - nel campo "codice identificativo", il numero di matricola di iscrizione all'Ente - nel campo "mese", il numero "12" - nel campo "anno di riferimento", l'anno "2015".

 
BOLLETTINI M.Av. - SALDO 2015 - venerdì 25 novembre 2016

ENPAPI, in collaborazione con la Banca Popolare di Sondrio, sta provvedendo in questi giorni a posizionare nel Cassetto Previdenziale il bollettino M.Av. per il versamento della contribuzione dovuta a saldo per l'anno 2015. Il pagamento dovrà essere effettuato entro il 10 dicembre 2016 presso gli uffici postali o gli sportelli della Banca Popolare di Sondrio o di qualsiasi altro Istituto bancario ovvero utilizzando la carta di credito ENPAPI, tramite accesso all'Area Riservata agli iscritti. Il bollettino non è stato emesso per i contribuenti che, attraverso i pagamenti effettuati nell'anno 2016, abbiano già versato l'intera contribuzione dovuta per l'anno 2015, o che non abbiano presentato la comunicazione reddituale relativa al 2015 (Modello UNI/2016) ovvero che siano iscritti alla Gestione Separata ENPAPI. Il numero verde della Banca Popolare di Sondrio 800.248.464 è attivo sia per richiedere informazioni o sia per richiedere l'emissione del duplicato del bollettino M.Av., disponibile in ogni caso nell'Area Riservata.

 
RATEIZZAZIONE DEL VERSAMENTO DELLA CONTRIBUZIONE DOVUTA A SALDO PER L'ANNO 2015 - martedì 22 novembre 2016

L'Assicurato che si trovi in condizioni di disagio economico e non riesca a far fronte al pagamento della contribuzione dovuta a saldo in un'unica soluzione, potrà richiedere entro il 28/02/2017 la dilazione del pagamento dovuto, in massimo 6 rate mensili, con prima scadenza 10 aprile 2017. Il tasso di dilazione applicato è lo stesso previsto per la rateizzazione della contribuzione dovuta per gli anni pregressi. Requisito necessario è la regolarità dichiarativa e contributiva nel biennio antecedente l'anno per il quale si effettua la richiesta. Per ulteriori informazioni visitare la sezione "Contributi/ Rateizzazione/ Rateizzazione della contribuzione dovuta a saldo".

 
ELABORAZIONE BOLLETTINI M.Av.- SALDO 2015 - martedì 15 novembre 2016

Si comunica che sono in corso di lavorazione da parte dell'Ente, in collaborazione con la Banca Popolare di Sondrio, i bollettini M.Av. per il versamento della contribuzione dovuta a saldo per l'anno 2015, che saranno posizionati, entro la fine del mese di novembre nel Cassetto Previdenziale. Il bollettino non sarà emesso per tutti coloro che mediante i versamenti già effettuati, abbiano completato il versamento della contribuzione dovuta a saldo (anno 2015) ovvero non abbiano presentato la comunicazione reddituale relativa all'anno 2015 ovvero siano iscritti alla sola Gestione Separata ENPAPI.

 
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UN MILIONE DI EURO PER ASSISTERE GLI INFERMIERI IN DIFFICOLTA' .

La Sentenza che cambia le carte in tavola. 

giovedì 19 gennaio 2017
a cura di Nurse24 
 

Dal 2012 i soldi derivanti dalla riduzione dei costi degli Enti di Previdenza privati e privatizzati venivano tassati, prima del 5% e poi del 15%. In pratica, gli Enti tagliavano e risparmiavano e poi sul gruzzolo accumulato nell’anno dovevano prelevare una bella somma che finiva in tasca allo Stato. Da quest’anno la Corte Costituzionale, con la sentenza 7/2017, ha detto basta. La Consulta si è espressa in difesa dell’autonomia delle casse e di fatto ha dato il via libera agli enti per poter riavere indietro i soldi.
Nel caso dell’ENPAPI parliamo di circa 200 mila euro l’anno versati dal 2012 ad oggi. In pratica, facendo un rapido calcolo, circa un milione di euro. «Non so se recupereremo tutto - dice Mario Schiavon Presidente dell’ENPAPI -. Ci sarà un confronto con i Ministeri e ci saranno delle disposizioni da seguire. Intanto però ribadiamo che noi siamo stati sempre contrari a pagare questa tassa. Siamo privati sotto il profilo gestionale e autonomi sotto il profilo finanziario. Questo perché i soldi che noi abbiamo li riceviamo dai nostri iscritti e con questi dobbiamo dare assistenza. Se siamo autonomi sotto tutti i profili è anche vero che dovremmo avere la possibilità di gestire al meglio le risorse a favore dei nostri iscritti. Forse i governi nel tempo sono andati un po’ oltre nei rapporti con le Casse».
Ma adesso la musica cambia. E Schiavon ha già in mente che cosa fare con quei soldi, non appena torneranno a disposizione. «Assistenza, assistenza, assistenza - dice -. Abbiamo un fondo assistenza che va a soddisfare le domande degli iscritti. Le priorità sono per le persone maggiormente in difficoltà economica, per le malattie e per gli orfani». Nel tempo i redditi dei professionisti della sanità sono calati e non di poco. Dai 30 mila euro l’anno di fatturato dichiarato nel 2008, ad oggi si arriva a malapena ai 25 mila euro. Senza considerare altre forme di lavoro autonomo, come i voucher, che spesso mascherano lavoro dipendente a tutti gli effetti. «Su questo punto - dichiara Schiavon - siamo stati sempre chiari: i voucher non sono ammissibili». E poi ci sono i giovani neolaureati costretti ad andare a lavorare magari nelle case di riposo private a 5 euro l’ora e finire pure nella turnazione notturna.
Purtroppo - dice Schiavon - l’effetto della diminuzione dei redditi è dovuto proprio all’entrata di tanti giovani nel mondo del lavoro con un reddito davvero basso.
Insomma i redditi dei liberi professionisti tendono ad andare sempre più giù, i giovani hanno sempre più difficoltà ad avere compensi dignitosi. E allora l’ENPAPI può essere un’ancora di salvezza per molti. «Negli ultimi anni - dice Schiavon - siamo passati dai 200 mila euro l’anno destinati all’assistenza a quasi tre milioni di euro l’anno. E parliamo di assistenza in termini di malattia dopo 30 giorni, interventi di stato di bisogno fino a 12 mila euro l’anno, mille euro al mese che diamo ai bambini orfani, 500 euro al mese a chi ha un portatore di handicap in casa. Tutti interventi che possiamo arricchire se avessimo la disponibilità finanziaria».

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LA CORTE COSTITUZIONALE RIBADISCE L'AUTONOMIA DEGLI ENTI DICHIARANDO ANTICOSTITUZIONALE LA "SPENDING REVIEW" 

mercoledì 18 gennaio 2017
di Simona D'Alessio 
 

Le somme derivanti dalla riduzione dei costi intermedi degli Enti di Previdenza privati e privatizzati (istituiti mediante i Decreti legislativi 509 del 1994 e 103 del 1996, fra cui l’ENPAPI, l’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza della Professioni Infermieristica) secondo la Legge sulla «spending review» dal 2012 dovevano essere dati allo Stato. Tali versamenti sono stati dichiarati illegittimi, a deciderlo la Corte Costituzionale con la sentenza 7/2017 (in risposta ad un ricorso presentato dalla Cassa pensionistica dei Dottori Commercialisti). Un pronunciamento di altissima rilevanza per il mondo della previdenza dei liberi professionisti che, da anni, segnala l’anomalia dell’applicazione a soggetti privati di discipline destinate ad organismi pubblici. La Consulta, di fatto, si è espressa esplicitamente a difesa dell’autonomia delle Casse poiché, si legge, «negli anni ’90 il Legislatore italiano ha ritenuto che i due sistemi (pubblico e privato, ndr) potessero coesistere in ragione delle specifiche peculiarità», perciò la Carta Costituzionale non prevede l’obbligo di «realizzare un assetto organizzativo autonomo basato sul principio mutualistico», bensì «una volta scelta tale soluzione, il relativo assetto organizzativo e finanziario deve essere preservato in modo coerente con l’assunto dell’autosufficienza economica, dell’equilibrio della gestione e del vincolo di destinazione tra contributi e prestazioni».
Prima ancora che i giudici della Consulta bocciassero il prelievo imposto agli Enti pensionistici (che aveva preso il via con l’applicazione di una quota del 5% nel 2012, poi aumentata fino al 15%, così che, secondo quanto ha fatto sapere l’Associazione degli Enti, l’Adepp, «nel solo anno 2015, la «spending review» è costata 10,8 milioni di euro, ndr), le Casse di «nuova generazione», nate cioè nel 1996, ossia l’ENPAPI, l’ENPAP (Psicologi), l’EPPI (Periti Industriali), l’EPAP (Geologi, Chimici, Attuari e Dottori Agronomi e Forestali) e l’ENPAB (Biologi) avevano messo nero su bianco, in una mozione unitaria rivolta alle Istituzioni e redatta dal Docente di diritto del lavoro e previdenza sociale alla «Sapienza» di Roma Angelo Pandolfo, i medesimi concetti.
«La concretezza del ruolo svolto, che si traduce nell’esercizio di funzioni di sicurezza sociale, e anche gli effetti positivi in generale insiti nell’azione degli Enti come investitori istituzionali di medio/lungo periodo sollecitano e rendono doveroso l’adeguamento della cornice normativa entro cui gli Enti operano. Un dovere di coerenza – recita la mozione degli «Enti 103», illustrata nel corso dell’evento per il ventennale dallo loro istituzione, il 13 dicembre 2016, a Roma – rispetto alla natura di queste Casse impone la rimozione di regole e vincoli che, pensati per le pubbliche amministrazioni, non si addicono a soggetti di diritto privato. La stabilità, che ovviamente interessa in primo luogo gli Enti e i loro iscritti, è assicurata da specifici presidi ed è verificata sulla base di lunghe proiezioni temporali», si sottolinea nel documento.
«Grande soddisfazione» per il pronunciamento dei giudici della Consulta è stata espressa dal presidente dell’ENPAPI, Mario Schiavon, che guardando oltre, auspica «di destinare quelle risorse alle esigenze dei nostri iscritti, cui è giusto che vadano».
Una sentenza, dunque, prevista, attesa ed auspicata per affermare senza ombre l’autonomia gestionale degli Istituti che assicurano prestazioni previdenziali di primo pilastro a circa un milione e mezzo di professionisti italiani.

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ESTRATTO CONTO 2016

mercoledì 07 dicembre2016

 

Si informano gli Assicurati che è disponibile nell'Area Riservata agli iscritti l'estratto conto previdenziale 2016. Il documento, insieme alla "diffida di pagamento" in presenza di inadempimenti contributivi, può essere consultato accedendo al Cassetto previdenziale. Per accedere al Cassetto occorre digitare il proprio codice fiscale e le credenziali presenti sulla Grid Card ENPAPI. Si ricorda che il deposito nel Cassetto equivale ad ogni effetto alla formale notifica dei documenti in esso contenuti, così come indicato nell'informativa sul "Cassetto previdenziale ENPAPI" consultabile tramite questo link.

ACCESSO AREA RISERVATA - CASSETTO PREVIDENZIALE

 

NUOVA AREA RISERVATA: IL "CASSETTO PREVIDENZIALE" Riduci

 

E' ATTIVA LA NUOVA AREA RISERVATA PER GLI ISCRITTI 

DENOMINATA "CASSETTO PREVIDENZIALE"

 

PER ACCEDERE CLICCA QUI

Per l'accesso è necessario inserire il proprio Codice Fiscale ed i codici  richiesti contenuti sul retro della CARD SERVIZI ENPAPI

 

Istruzioni per l'utilizzo

Si ricorda che, qualora non fosse pervenuta presso il proprio domicilio, è possibile richiedere la CARD SERVIZI ENPAPI in formato elettronico attraverso il seguente modulo:

Domanda per la richiesta di invio in formato elettronico della CARD SERVIZI ENPAPI

Auspico che tale iniziativa trovi il favore ed il consenso della platea degli Assicurati in quanto il risparmio economico che deriverà dal nuovo sistema potrà essere utilizzato per promuovere ulteriori interventi in favore degli Iscritti.

Il Presidente MARIO SCHIAVON

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Chiamando il numero

800 070 070

e digitando il numero di matricola sarà possibile accedere ad un servizio interamente rinnovato

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